Metaverso: alcune considerazioni sulle criptovalute come moneta di pagamento nella realtà del metaverso.

Metaverso: alcune considerazioni sulle criptovalute come moneta di pagamento nella realtà del metaverso.

Nel precedente articolo: “Introduzione al Metaverso” (https://www.vagliomagazine.it/introduzione-al-Metaverso-dai-contenuti-alle-tutele-legali-opportunita-e-rischi-della-nuova-frontiera-degli-investimenti/) ho tracciato una breve panoramica dell’attuale quadro normativo e quello che “dovrebbe essere” nel prossimo futuro, aggiungendo alcune riflessioni inerenti agli aspetti della temporalità che potrebbero influenzare non poco il diritto nella sua componente contrattualistica e privacy.

In questo scritto invece, seguendo sempre la direzione di cercare una semplificazione “totalizzante” a beneficio di qualunque lettore mi soffermo brevemente sugli aspetti inerenti le criptovalute che serviranno per compiere acquisti nel Metaverso e sulla loro struttura e natura (in realtà è già così).

Partendo dal presupposto che gli acquisti o in generale quella che si potrebbe definire, seppur in termini approssimativi, la spesa nel Metaverso avverrà tramite le criptovalute del Metaverso la riflessione su quali debbano essere i contenuti in diritto della moneta virtuale ci proietta nuovamente al sistema di emissione delle criptovalute.

Fermo restando le proposte, anche innovative, cui non poche società stanno pensando il sistema blockchain ci pone dinnanzi a due questioni estremamente attuali:

1) il principio della decentralizzazione (le monete virtuali non sono gestite da un Governo o da un istituzione sovranazionale terza).

2) il principio della validazione nell’emissione di nuovi blocchi (al momento può essere utile rimandare alla definizione / spiegazione rinvenibile da Consob: https://www.consob.it/web/investor- education/criptovalute).

Che la situazione sia in evoluzione lo dimostra per esempio fatto che si possa passare da un sistema blockchain proof to work a un sistema proof of stake.

Il che comporta una rivoluzione alla radice che potrebbe bypassare l’attuale sistema dell’universo delle “criptovalute” che potremmo definire storico introduttivo, traghettandole verso un utilizzo più conforme all’idea di “criptomonete” e meglio spendibile nel mondo dei token virtuali in versione NFT come sarà il Metaverso.

Vediamo quali sono alcune delle modifiche di questo cambio (che consiste anche nell’utilizzo di un diverso algoritmo), secondo i lavori preparatori al passaggio in Ethereum Merge :

  • Miners are replaced by validators

  • Validators gain access to MEV via MEVBoost auctions

  • Block builders will emerge as a new economic actor

  • Increased time to block finality

  • New penalties add stakes to staking

  • Block building creates new economic actors

  • Block reward subsidy is reduced by ~90%

  • Fixed block times may influence MEV dynamics

Un osservatore attento potrebbe quindi cogliere il presupposto che il mercato sta passando a una diversa fase. Secondo alcuni si sta evolvendo. Le criptovalute sono state viste come un investimento mentre nel futuro del Metaverso dovranno essere un metodo di pagamento. E anche di budgeting personalizzato da parte degli utenti. Si può intuire che il sistema punta ad evolversi in maniera molto significativa rispetto alla precedente impostazione delle blockchain di cui peraltro ebbi a scrivere nell’articolo: “Il valore legale degli smart contract” (https://www.vagliomagazine.it/il-valore-legale-degli-smart-contract-il-caso-dei-tokens-nelle-ico-initial-coin-offering/)

L’interprete del diritto si porrà quindi la domanda di quale dovrebbe essere la disciplina applicabile in questo caso al ruolo dei validatori che diventa centrale e per il quale percepiranno fra l’altro una commissione.

Attualmente nella maggior parte degli spazi virtuali online manca la percezione degli utenti come detentori di diritti individuali e l’Unione Europea sembra intenzionata a procedere con l’introduzione di pacchetti normativi.

Quello a cui potremmo andare incontro è quindi la coesistenza di leggi nazionali e sovranazionali in parte già esistenti che si dovranno uniformare a politiche, sempre più specifiche ed innovative per le piattaforme, il che porterà a un diritto difficile da traslare nella contrattualistica che sarà poi l’aspetto più rilevante per le società le quali domanderanno ai propri legali di predisporre tutti i moduli necessari per essere “in regola”.

Per gli utenti e i consumatori si creerà una situazione di vuoto colmato a blocchi che si sposteranno (metafora virtuale) a seconda delle innovazioni facendo si che accanto ad alcune tipologie di servizi ben definibili ce ne siano altri per i quali si aprirà un mercato grigio di norme e forse anche di lacune normative.

Dovremmo invece partire dal presupposto che per tutti gli utenti degli spazi di realtà virtuale e realtà aumentata esistono diritti inalienabili che dovrebbero orientare le politiche sopra tutto monetarie (vigilanza, stabilità, controllo, certezza, ecc.) onde evitare che l’esperienza del Metaverso diventi un mero gioco.

Sappiamo che ogni individuo ha il diritto alla privacy, all’anonimato, al controllo dei propri dati ma adesso tutto ciò che potrebbe rappresentare una certezza è ancorato anche al diritto di controllare le proprie risorse. Un concetto osteggiato dal diritto nella società reale per le oggettive difficoltà associate.

Tuttavia questa pur limitata e volutamente semplice riflessione su come può evolvere e cambiare un metodo di pagamento nella sua struttura ab origine che ne caratterizza a cascata la decentralizzazione e la regolarizzazione imporrebbe che ogni utente ne accetti non solo i contenuti ma anche le potenziali modifiche.

E già abbiamo un aspetto che se non ricondotto a delle norme monetarie più tipiche dell’economia dei consumi e non degli investimenti creerà problemi.

Avv. Marco Solferini.

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