Introduzione al Metaverso: dai contenuti alle tutele legali. Opportunità e rischi della nuova frontiera degli investimenti.

Avv. Marco Solferini

Introduzione al Metaverso: dai contenuti alle tutele legali. Opportunità e rischi della nuova frontiera degli investimenti.

Affrontare l’argomento “metaverso” può risultare difficoltoso per l’interprete del diritto in quanto occorre dimostrare una preparazione anzitutto concettuale. Cioè una conoscenza dell’argomento. Ben inteso, non una definizione estrapolabile dal significato della parola. E neppure quella che si può rinvenire dal vasto quanto ipotetico numero di possibilità che ruotano attorno sempre al concetto di metaverso.

In questo momento il metaverso viene indicato da molti come la pietra filosofale o per usare un paragone (che non mi piace) il bitcoin nella fase iniziale, quando nessuno sapeva cosa fosse.. si è creata una curiosa aspettativa di profitto attorno a questo concetto.

Ma in particolare attorno alle sue applicazioni e a quel futuro di connettività che secondo molti genererà una rivoluzione lavorativa e di capitali come è accaduto con l’introduzione della telefonia mobile, internet, social, ecc.

Spesso accade che un termine riempia la bocca dei venditori prima ancora di avere idea di cosa debbano proporre. E allora è come vendere le fiches prima di avere costruito il casinò.

Altrettanto di frequente si tratta di un idea di cui però non si conosce il significato storico, di cosa cioè effettivamente sia il metaverso (o debba essere o ancora, sia destinato a diventare), ne tanto meno da dove provenga.

Incominciamo allora da lì.

Dove è nato il metaverso?

Un pò tutti oggi sanno che il nome della società che controlla Facebook, è Meta e che è stato ispirato proprio dal termine Metaverse.

Tuttavia sono tantissimi i prodotti dell’informatica, dell’internet of things e della connettività come pure nella realtà aumentata o virtuale che traggono le loro basi e i loro nomi dalla letteratura, visionaria e della fantascienza, che ha introdotto il metaverso.

Andando quindi a ritroso nel tempo scopriamo che il metaverso proviene da una letteratura e da una cultura nerd / geek che lo ha raccontato attraverso la narrativa sulla carta stampata in romanzi e racconti e che oggi rappresenta una possibilità molto concreta. Il futuro, insomma, è adesso.

Per capire dove andrà questo arcipelago di possibilità bisogna capire da dove proviene. Ad alcuni potrebbe sembrare una frase fatta o ininfluente ma mai come in questo caso ha un significato perchè occorre sapere non solo come è nato ma paradossalmente anche come si è (già) sviluppato.

Il metaverso andrà dove è già stato. E studiarlo, per comprenderlo significa viaggiare in giorni di un futuro passato.

Ecco una parte del motivo per cui occuparsi degli aspetti legati al diritto è affascinante ma anche difficoltoso.

Il trasferimento della nostra realtà circostante in un ambiente interamente digitale, sia esso interamente digitale, virtuale o di realtà aumentata, comporta un enorme numero di rapporti cui il diritto deve dare una risposta a cominciare dalla contrattualistica, difesa dei marchi, loghi, transazioni commerciali ma anche investimenti e rapporti finanziari. Un nuovo mondo. Un esplorazione che vedrà dei pionieri e poi un consolidarsi di nuovi business e carriere.

Ma già di per sè questa alterità ci pone di fronte a un fattore che ben conosceranno per esempio i gamers ma assai poco tanti altri. La sincronizzazione del tempo. Di fronte a uno spazio interamente informatizzato sussiste un mutamento della temporalità? Per certo manca una verticalizzazione del tempo come quella che conosciamo nell’economia della nostra giornata che nel metaverso non è più proiettato verso il futuro come inesorabilmente è lo scorrere del nostro tempo, bensì vive una dimensione dove la sincronicità si esprime nel “collegarsi” a una moltiplicazione del presente.

Si rifletta quindi immediatamente su questo aspetto del tempo in correlazione al metaverso.

Nel diritto in generale e in particolare nella contrattualistica esiste una irrinunciabile pertinenza con la realtà, con l’efficacia della transazione temporale secondo i crismi che sono comunemente dati per accettati dalla comunità. Non esiste un trascorrere del tempo diverso a seconda delle persone. E non ci si è mai posti il problema di sincronizzarlo perchè nel diritto il tempo è una costante.

Una realtà parallela potrà essere percettivamente diversa per i cinque sensi dominanti ma questo non necessariamente sarà una causale determinante in tutte le applicazioni del “vivere” connessi questa alterità quale potrebbe invece essere (come facilmente intuibile) nella tutela del marchio.

Si pensi al fatto che il nuovo campo delle problematiche etiche che non avrà più a che fare esclusivamente con questioni morali di convivenza tra esseri umani all’interno di microcosmi come possono essere le nostre città bensì, trasleranno l’etica dell’uomo nell’universo in costruzione costante e pionieristico delle reti computeristiche di un territorio vasto ma caratterizzato dall’intangibilità.

Non è una vera e propria “creazione” ma una ri-creazione o in molti casi ri-educazione alla creazione. E’ come aggiungere un appendice alle definizioni dei concetti che conosciamo dal vocabolario.

Questo nuovo orizzonte post umano di interfaccia globale sarà caratterizzato da una differenza tra le funzioni e gli scopi delle tecnologie informatiche che sono a disposizione e la cui evoluzione sarà rapidissima tale per cui lo stato della tecnologia informatica sarà sempre più obsoleto e provvisorio e verrà rimpiazzato giorno dopo giorno dalla necessità di macchine sempre più perfezionate, forse intuitive, con capacità di computazione e di calcolo più immediate e performanti (di qui la ricerca delle c.d. intelligenze artificiali che a ben guardare per il momento sono ancora dei super calcolatori) che creeranno una risposta percettiva del mondo in competizione con la richiesta dell’essere umano che di questo modo è il nuovo protagonista. Tutto questo provocherà un allontanamento di colui che è nel metaverso rispetto alle sue origini genetiche e l’alter ego finirà per sopprimere le origini naturali.

Il diritto non accetterà un idea del genere dovendo ricollocare la certezza delle transazioni alla persona fisica o giuridica che appartiene a quello che ben presto diventerà il mondo reale in contrapposizione con quello virtuale ma tale legame non potrà essere codicizzato con il meccanismo dei testi unici in quanto sarebbe passabile di continua obsolescenza.

Il metaverso è già nato, molto tempo fa, dalla sapiente penna di scrittori che hanno, nella fantascienza del passato concepito la sua nascita e la sua evoluzione. Per sapere cosa accadrà occorre salire a bordo di una macchina del tempo che si trova tra le pagine cartacee del passato. Quindi l’investitore che è desideroso di ottenere una rendita ma che si trova di fronte ad una vasta scelta di ciò su cui investire potrà già sapere cosa accadrà nel metaverso ispirandosi alla letteratura che lo ha creato e che ha già affrontato queste questioni.

In questo momento verrebbe da pensare che è l’identità il vero terreno fertile del metaverso, un identità dell’individuo la cui genetica è diversa rispetto a quella de DNA che conosciamo ma che ugualmente crea un individuo epicentro di una serie di rapporti come nella realtà.

Tutto ciò premesso con il sereno auspicio che questa prima introduzione abbia sollevato nel lettore alcuni dubbi e alcune riflessioni, il diritto oggi si presenta all’appello con una sorta di tripartizione, a seconda dei settori.

Da un lato abbiamo il sopravvenire di due importanti testi unici, il Digital Market Act e il Digital Service act, unitamente al regolamento EU 679/2016 per quanto riguarda il concetto di technology neutral utile per quella che sarà la prima ondata imprenditoriale del metaverso che in parte è già cominciata e che viene caratterizzata dal concetto di first advantage.

Dal sito dedicato dell’U.E. (consultabile anche da qui: https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/digital-services-act-package) si apprende che:

“The DSA and DMA have two main goals:

  1. to create a safer digital space in which the fundamental rights of all users of digital services are protected;

  2. to establish a level playing field to foster innovation, growth, and competitiveness, both in the European Single Market and globally.”

I due pacchetti normativi dovrebbero essere perfezionati ed entrare in vigore nel 2023.

Questa prima ipotetica parte per semplificazione viene a sua volta suddivisa in:

1) accountability con il principio della minimizzazione e quello di garantire ed evitare o alla meglio gestire i data breach.

2) il data protection engineering in particolare per la difesa della privacy by design e by default

3) risk based approach al metaverso con le regole del fare adattate alla imprenditorialità e agli investimenti.

Nell’ambito commerciale e delle transazioni per adesso rileva segnalare il contenuto del reg. 1150/2019 e la Direttiva EU 770/2019 mentre nell’ambito dei consumi sembra interessante il risvolto del modificato art. 135-octies (ex. D.lgs 173/2021).

Questo primo lavoro “introduttivo” per quanto sintetico cerca di fare luce su di alcuni aspetti. In particolar modo lo scopo è quello di conciliare le aspettative più imprenditoriali con l’armonizzazione del diritto passando attraverso una comprensione antropologica, umanistica e finanche sociologica del metaverso. Capire le origini, interpretare la letteratura e anticipare quindi gli svolgimenti. Nell’interesse di ognuno dei protagonisti.

L’imprenditore cercherà di massimizzare i proprie profitti ricercando le formule più performanti nei numerosi business model che il metaverso potrà proporgli.

L’investitore cercherà di ottenere i migliori ritorni dagli impieghi di capitale in quelli che saranno gli asset più promettenti del metaverso.

Il detentore di un marchio sia esso persona fisica o giuridica come possono essere i brand della moda ma anche l’opera intellettuale e artistica di un Artista cercherà di garantirsi il giusto ritorno nello sfruttamento della propria immagine o marchio con le dovute cautele.

Il mercato del commercio stimolerà contratti che dovranno possedere la certezza tipica della forza contrattuale per allargare la proposta agli utenti interessati.

Il lettore più attento comprenderà che ognuna di queste esigenze prima di essere affrontata e disciplinata necessita di essere capita e quindi per farlo o meglio offrire dei validi spunti di riflessione lo scrivente ha inteso dedicare una parte del proprio lavoro a un “approfondimento” del metaverso sicuramente utile a chiunque.

Avv. Marco Solferini

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