Gli Avvocati scendono in piazza il 29 maggio 2020 in più città di tutta Italia con un flash mob organizzato tramite i social.

Gli Avvocati scendono in piazza il 29 maggio 2020 in più città di tutta Italia con un flash mob organizzato tramite i social.

Pubblichiamo con piacere un articolo scritto dai componenti del “Comitato Giustizia Sospesa”, movimento nato spontaneamente pochi giorni orsono grazie ai sette Colleghi ritratti nelle foto di queste pagine.

Proprio questo è la riprova del dilagante malessere da parte di tutto il mondo forense a fronte del mancato riavvio dell’attività giudiziaria in tutta Italia.

E’ importante sottolineare come gli organizzatori della manifestazione non siano legati ad alcuna formazione di politica-forense. Perciò il mio consiglio è che qualsiasi tentativo, che c’è stato o che ci potrà essere, di strumentalizzare questa meritoria iniziativa da parte di chiunque sia interessato ad avere un qualche tornaconto elettorale debba essere contrastato in ogni modo da questi encomiabili Colleghi, che l’hanno ideata e realizzata con l’unico evidente scopo di mostrare all’esterno l’esigenza di tutta l’Avvocatura di essere messa con urgenza nella condizione di poter tutelare nuovamente i diritti dei cittadini, a fronte di questa drammatica situazione di denegata giustizia.

Mauro Vaglio

 

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Ce l’abbiamo fatta! A fare il primo passo, a far sentire la nostra voce in una piazza, come fosse un’unica grande aula di giustizia. Alle 12.00 in punto, con un unico spirito, ci siamo mossi compatti in tanti, tantissimi: a Milano, Genova, Bologna, Roma, Latina, Salerno, Bari, Trani, Taranto, Agrigento e Siracusa.

L’idea del flash mob è nata come una scintilla. Sette colleghi pressoché sconosciuti l’uno all’altro: abbiamo condiviso che non si potesse più rimanere muti ed invisibili, rispetto all’assoluto impedimento allo svolgimento della nostra professione. 10 giorni sono bastati a creare un’onda inaspettata che ha unito avvocati di tanti Fori d’Italia nel compimento di un unico gesto fortemente simbolico: la riconsegna dei codici, strumenti del nostro lavoro e della tutela dei diritti dei nostri assistiti.

Un unico sentire comune è emerso, chiaro ed univoco: la voglia di venir fuori dall’insopportabile disorientamento che ormai da mesi è l’unico protocollo uniforme e permanente imposto all’Avvocatura tutta, rimasta finora inerte davanti alla giustizia sospesa.

Dal disagio vero e palpabile del protrarsi della stasi degli uffici, delle difficoltà operative, dell’imprevedibilità della nostra attività quotidiana abbiamo tratto un messaggio netto, immediato e unitario, libero da condizionamenti e da logiche di visibilità. La giustizia non può restare sospesa.

Crediamo che l’iniziativa del 29 maggio ci abbia permesso di superare l’innata tendenza all’individualismo della nostra categoria, fornendo la giusta spinta per agire uniti.

Il consenso e il plauso all’iniziativa si sono levati trasversalmente da ogni Foro d’Italia e in tantissimi abbiamo trovato la motivazione per unirci, riconoscerci come anello fondamentale del sistema Giustizia ed esprimere un’indignazione solenne, senza mezzi termini, per essere stati lasciati ai margini della ripresa economico-sociale del nostro Paese.

Ma questo è stato solo il primo passo, è già il momento di programmarne altri.

Le proposte sul tavolo sono l’uniformazione nazionale dei protocolli giudiziari, la programmazione di un sistema efficiente di gestione dell’attività giudiziaria per uno svolgimento regolare delle cause senza interruzioni e nel rispetto delle esigenze di tutela della salute, l’avvio immediato dell’attività delle cancellerie e delle attività di udienza per lo smaltimento dell’arretrato; il recupero del tempo della sospensione straordinaria.

Noi andremo avanti perché siano prese in considerazione, per un pieno e dignitoso svolgimento della professione.

Ringraziamo sin d’ora quanti vorranno continuare a sostenerci.

COMITATO GIUSTIZIA SOSPESA