Decreto “Rilancio” – I contribuenti dinanzi alla ripresa dell’attività impositiva ed esattiva.

Decreto “Rilancio” – I contribuenti dinanzi alla ripresa dell’attività impositiva ed esattiva.

 

Nel Decreto Legge 19 maggio 2020, n.34, comunemente noto come D.L. <Rilancio>, a fianco delle misure volte ad erogare incentivi, crediti ed indennità varie per consentire la ripresa economica del Paese e garantire il sostegno alle categorie presumibilmente più incise dall’emergenza sanitaria, vi sono alcune disposizioni -peraltro inevitabili- che, sicuramente, piaceranno di meno ai cittadini-contribuenti in quanto regolano e scandiscono l’effettuazione dei versamenti differiti a causa della pandemia nonché la ripresa dell’attività impositiva di Agenzia delle Entrate/ Riscossioni che, in virtù dei Decreti succeduti nel tempo –cd. <CuraItalia> e <Liquidità>- era stata opportunamente sospesa dall’8 marzo al 31 maggio.

Con il Decreto <Rilancio> si è deciso di dare un po’ più di respiro ai contribuenti prorogando sino al 31 agosto la sospensione dei termini di versamento e di notifica degli atti impositivi.

Ma, poi, al ritorno dalle ferie –che, anche per chi le farà saranno, nella maggioranza dei casi, brevi, parsimoniose e rigorosamente circoscritte al suolo patrio- dovremo prepararci ad assolvere gli obblighi fiscali che erano stati (solo) momentaneamente sospesi nonché ad affrontare l’offensiva di AdE/AdER che si preannunzia massiccia e vigorosa.

Del resto, il direttore Ruffini –nell’audizione dinanzi alle preposte Commissioni della Camera svoltasi in videoconferenza il 22 aprile- aveva già allertato la platea dei contribuenti evidenziando come entro la fine dell’Anno sia prevista l’emanazione di circa 8,5 milioni di atti impositivi e di comunicazioni fiscali (cioè di avvisi “bonari” diretti a provocare l’adempimento spontaneo del contribuente a fronte della riduzione delle sanzioni irrogabili).

S’inizia il 31 agosto allorquando cesserà la sospensione dell’attività di notifica delle cartelle di pagamento e degli altri atti di riscossione.

Pertanto dal 1° settembre, con la piena ripresa dell’attività di notifica, riprenderanno  anche le ordinarie attività previste dal D.P.R. n.602/1973 per il soddisfacimento coattivo del credito erariale (pignoramento di conti correnti, pignoramento presso terzi, fermo amministrativo, iscrizioni ipotecarie ecc.)

Specularmente, alla medesima data del 1° settembre è prevista la ripresa dell’ obbligo per il terzo pignorato di riversare ad AdER le somme derivanti dai pignoramenti effettuati prima della data di entrata in vigore dei Decreti emergenziali su stipendi, salari o altre indennità relative al rapporto di lavoro o impiego ovvero a titolo di pensioni e trattamenti assimilati.

Infatti, sino al 31 agosto, tali somme non sono soggette all’ordinario vincolo di indisponibilità e il terzo pignorato è tenuto a renderle fruibili al debitore anche in caso di assegnazione già disposta dal giudice dell’esecuzione.

Sempre la data del 31 agosto 2020  è prevista quale termine “finale” della sospensione del versamento di tutte le entrate tributarie e non tributarie derivanti da cartelle di pagamento, avvisi di addebito e avvisi di accertamento affidati all’Agente della riscossione e notificati sino all’8 marzo 2020 (data dalla quale, per l’appunto, è stata sospesa l’attività di notifica degli atti di riscossione).

I pagamenti sospesi -esclusivamente quelli in scadenza dall’8 marzo al 31 agosto 2020 (quindi i pagamenti che scadevano prima andavano regolarmente eseguiti di guisa che, rispetto ad essi, dal 1° settembre può essere promossa l’attività di riscossione coattiva)- dovranno essere effettuati entro il mese successivo alla scadenza del periodo di sospensione e, dunque, entro il 30 settembre 2020 (art. 154, lettera a).

Per concludere l’excursus dei termini di sospensione che scadono il 31 agosto 2020, si evidenzia che dal 1° settembre riprende l’obbligo per le Pubbliche Amministrazioni e le Società a prevalente partecipazione pubblica di effettuare la cd. <verifica d‘inadempienza> di cui all’art.48bis del DPR 602/1973, cioè di verificare, prima di disporre qualsiasi pagamento di importo superiore a cinquemila euro, se il beneficiario è inadempiente all’obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento e, in caso affermativo, di non provvedere al pagamento e segnalare la circostanza all’AdER affinchè eserciti la riscossione coattiva delle somme iscritte a ruolo (art.153).

Si tratta, in buona, sostanza, di una forma di pignoramento presso terzi -particolarmente afflittiva e penetrante poiché affidata all’iniziativa della stessa P.A. in qualità di terzo pignorato- che era stata sospesa nel periodo di emergenza sanitaria (sarebbe, peraltro, interessante conoscere quale Pubblica Amministrazione o Società a prevalente partecipazione pubblica ha soddisfatto crediti nel periodo 8 marzo – 31 agosto e in che misura).

Altra data calda per il contribuente è quella del 16 settembre 2020 entro la quale dovranno essere effettuati i versamenti sospesi dai precedenti Decreti <CuraItalia> e <Liquidità> aventi ad oggetto ritenute su redditi di lavoro dipendente, addizionali IRPEF, IVA e contributi previdenziali INPS e assicurativi INAIL in scadenza nei mesi di aprile e maggio 2020 a carico dei soggetti aventi i requisiti indicati nei DD. LL. emergenziali e dalle successive diposizioni attuative.

I versamenti differiti potranno essere eseguiti in unica soluzione senza applicazione di sanzioni ed interessi ovvero in quattro rate di pari importo (con applicazione di interessi), la cui prima dovrà essere indifferibilmente versata entro la suddetta data.  

Sempre entro il 16 settembre dovranno essere versate le somme dovute in base alle cosiddette Comunicazioni d’irregolarità –cioè l’invito bonario che precede la vera e propria iscrizione a ruolo- sui controlli formali delle dichiarazioni previsti dall’art.36bis e 36ter, D.P.R. n.600/1973, per le imposte dirette e dall’art.54bis, D.P.R. n.633/1972, per l’IVA. Anche rispetto a tali versamenti è possibile beneficiare del versamento in 4 rate mensili di pari importo.

Altra rilevante sospensione che spira il 16 settembre 2020 è quella dei termini di versamento scadenti nel periodo compreso tra il 9 marzo 2020 e il 31 maggio 2020, relativi ad una serie di atti analiticamente indicati all’art.149, i più rilevanti dei quali sono quelli che riguardano gli accordi in sede di accertamento con adesione, le definizioni a seguito di mediazione/reclamo e le conciliazioni giudiziali nonché gli atti di liquidazione emessi ai fini dell’imposta di registro e dell’imposta sulle successioni e donazioni.

Infine, per non perdere le relative agevolazioni, sino al 10 dicembre 2020 si potranno versare le rate scadute nell’Anno 2020 degli importi previsti per aderire alle ampie definizione agevolate varate nel 2018 (<Rottamazione ter> e <Saldo e stralcio> – cfr. art.154)

Che i mesi a venire saranno scenario di un’intensa attività da parte di AdE e AdER lo conferma la circostanza che a quanto sopra dobbiamo aggiungere l’ordinaria attività di controllo delle dichiarazioni e dei relativi versamenti, nonché quella di accertamento, in relazione ai precedenti periodi d’imposta sino al 2019 e, ovviamente, all’Anno in corso, ritenuto che, tranne casi particolari che non hanno mai riguardato tutti i contribuenti, gli ordinari termini di effettuazione dei versamenti di imposte sui redditi, IVA e ritenute d’acconto nonché quelli relativi agli obblighi dichiarativi non hanno subito alcun differimento, tantomeno generalizzato.

A tal proposito, occorre evidenziare che AdE/AdER hanno ottenuto dal Legislatore la proroga dei termini di decadenza di un anno per la notificazione delle cartelle di pagamento relative alle dichiarazioni dei redditi dell’Anno 2018 e degli Anni 2017 e 2018 limitatamente alle cartelle emesse a fronte di controllo formale ex art.36ter, D.P.R. n.600/1973.

Sotto altro profilo, evidenziamo che il 31 luglio 2020 scade il termine di controllo ed eventuale diniego delle Istanze di definizione agevolata delle controversie tributarie previsto dal D.L. n.119/2018, termine che non è stato, sino ad ora, contemplato nei provvedimenti di sospensione o differimento contenuti nei Decreti emergenziali.

Ne consegue che, con ogni probabilità, la prima attività impositiva che si abbatterà da qui a breve sui contribuenti sarà proprio quella riguardante la ripresa della riscossione ordinaria –quindi con tanto di sanzioni ed interessi- riferita agli atti impositivi oggetto di definizione denegata.

Peraltro, la pressione esercitata da AdE/AdER non si esaurirà nell’Anno in corso ma si protrarrà quantomeno per tutto il prossimo stante che è stato espressamente disposto –con previsione quantomeno singolare- che gli atti i cui termini di decadenza spirano il 31 dicembre 2020 debbono essere ugualmente emanati entro tale data ma possono essere notificati sino al 31 dicembre 2021.

Ritenuto che l’atto impositivo acquista rilevanza esterna solo a seguito della notifica al contribuente ci si chiede che valenza sostanziale abbia tale disposizione.

Siamo, quindi, dinanzi ad un quadro imponente e preoccupante che occorerrà monitorare e studiare con grande cura ritenuto che ci troviamo dinanzi ad uno scenario inedito nel quale il contribuente potrebbe non poter adempiere ai propri obblighi contributivi per lo stato di necessità conseguente all’impoverimento dovuto alla straordinaria congiuntura economica negativa o, semplicemente, per l’estrema complessità d’interpretazione di una normativa, come quella tributaria, già di per se non semplice e vieppiù complicata dal coordinamento con le disposizioni emergenziali.