Dal poco nasce il tanto.

Dal poco nasce il tanto.

 

 

Niente accade per caso!

E infatti queste mie brevi considerazioni nascono dall’email di una Collega romana che mi rimprovera di avere perso – almeno in apparenza – quella che è sempre stata la mia caratteristica principale: buttarmi a capofitto nelle battaglie più impensabili per tutelare gli Avvocati, e in particolar modo quelli più in difficoltà.

Nella sua lettera, la Collega, pur riconoscendo le numerose battaglie da me condotte a beneficio del Colleghi, sosteneva che si sarebbe aspettata un mio intervento in ambito di Cassa Forense per “l’eliminazione o la riduzione al 50% del contributo 2020, la rateizzazione senza interessi del contributo stesso nel 2021, o anche l’anticipazione dell’assegno di ultima istanza per il mese in corso anche prima del decreto attuativo ministeriale”.

Nella mia risposta ho rammentato alla Collega la nota vicenda che mi vide coinvolto nel 2008/2009 quando, nella lotta intrapresa per evitare gli aumenti dei contributi e dell’età pensionabile, ho subito una querela alla Procura della Repubblica di Roma ed un esposto disciplinare al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Perugia dall’allora Presidente della Cassa Forense, Avv. Paolo Rosa.

Tutto ciò in seguito alle critiche che avevo avanzato ai calcoli attuariali con cui la Cassa aveva giustificato la pesante riforma. I suddetti calcoli, infatti, non corrispondevano – in relazione al numero di iscritti presunti per l’anno 2007 – a quelli riportati nel bilancio approvato nell’anno 2008.

In buona sostanza dal Presidente della Cassa Forense mi era stata imputata l’accusa di calunnia nei confronti del Consiglio di Amministrazione e del Comitato dei Delegati, perché dalle mie critiche si poteva ipotizzare un reato di falso in bilancio da loro commesso.

Ovviamente il tutto fu archiviato in entrambe le sedi, senza neanche bisogno di svolgere alcuna istruttoria. Perché? Perché avevo pienamente ragione.

La Collega, che non ricordava l’episodio in questione, mi ha ringraziato raccomandandomi di “scrivere ai Colleghi per spiegare  le ragioni che impediscono azioni più incisive da parte di Cassa Forense, in quanto so per certo che esiste un forte malcontento tra gli avvocati fondato sulla scarsa conoscenza delle norme previdenziali”.

La vicenda descritta dimostra che non sono mai stato timoroso di mettermi in gioco e rischiare anche personalmente quando si tratta di far valere le ragioni dell’Avvocatura!

Voglio quindi rassicurare tutti: da allora non sono per niente cambiato … e credo di averlo dimostrato nei sette anni di Presidenza del Consiglio di Roma, durante la quale ho organizzato ben tre manifestazioni nazionali che hanno portato oltre 50.000 persone complessive in corteo da Piazza della Repubblica a Piazza del Santi Apostoli (due volte) e a Piazza San Giovanni (l’ultima volta).

Ma adesso basta parlare del passato!

Estendo quindi anche a voi le ragioni che ho illustrato alla Collega per le quali la Cassa Forense non può fare “azioni più incisive” di quelle che già sta ponendo in essere, anche se tutti lo vorremmo. Ecco il mio commento alle iniziative da Lei auspicate:

1) Eliminazione del contributo 2020 o sua riduzione del 50%.

Vorrei capire intanto se la tua proposta dovrebbe determinare l’esclusione di un anno (o metà anno nel caso del 50%) dal calcolo pensionistico oppure quale altra soluzione proporresti, tenuto conto che non sarebbe pensabile riconoscere un’annualità senza il versamento dei relativi contributi.

Tieni anche presente che su tutta l’attività della Cassa Forense c’è il controllo dei revisori dei conti (nominati da organismi esterni) e dei tre Ministeri vigilanti.

Al riguardo una battaglia la voglio fare e, infatti, ho già proposto l’ipotesi di riconoscere la possibilità, per chi non arriva a percepire un reddito pari ai minimi, di chiedere l’applicazione del sistema contributivo, versando la minor somma rispetto appunto ai minimi.

2) Rateizzazione al 2021 senza interessi.

Anche a questo riguardo è giustissima la tua osservazione. Ti chiedo perciò di aiutarmi a superare gli ostacoli che si sono presentati: a) il regolamento dei contributi prevedeva il 2,5% di interesse sui ritardati pagamenti (oltre alle sanzioni); b) è in corso di approvazione presso i Ministeri vigilanti un nuovo regolamento che stabilisce la possibilità di abbassare tali interessi all’1,50%; c) il CdA della Cassa, facendo una forzatura, ha scelto di applicare questa riforma pur non essendo ancora in vigore; d) la scelta da te indicata di abolire gli interessi si scontra purtroppo con i regolamenti previdenziali. Al riguardo ti chiedo di consigliarmi una soluzione tecnicamente fattibile che eviti la violazione di tali norme.

3) Aggiungo ove non lo avessi ben specificato sopra che tanto i revisori dei conti che i ministeri vigilanti, a fronte di irregolarità nella gestione del patrimonio, potrebbero attivare la procedura di Commissariamento della Cassa Forense, con conseguenze ancora più drammatiche e l’impossibilità a quel punto di adottare qualsivoglia misura a favore degli iscritti.

Peraltro a quel punto il rischio sarebbe quello di essere inglobati nell’Inps, con un aumento della contribuzione (mi sembra al 27,5%) e la perdita di una grande fetta della parte assistenziale che oggi la Cassa Forense svolge in favore dei Colleghi meno fortunati. Penso, ad esempio, alle indennità per chi non può svolgere per più di due mesi l’attività professionale o, anche, alla polizza sanitaria gratuita per i grandi interventi chirurgici (oltretutto con la possibilità di checkup gratuiti annuali, del valore di circa 300 euro), ai vari bandi, e così via.

Fatto questo quadro di massima, sono disponibile a prendere in esame qualsiasi proposta che possa essere in linea con quanto sopra detto e nei limiti delle norme vigenti”.

L’invito rivolto alla Collega vale per tutti: chiunque abbia suggerimenti e proposte da sottopormi me le faccia avere e saranno valutate nella loro fattibilità e utilità.

Anzi, proprio a questo fine, è stato creato sul nuovo Portale MauroVaglio.it, che si è trasformato in un vero e proprio social network riservato ai soli Avvocati, un gruppo di discussione denominato “Cassa Forense: proposte e suggerimenti”. E’ pertanto sufficiente registrarsi a https://vaglio.avvocatisocialnetwork.com/, accedere al gruppo e condividere con gli altri partecipanti le proprie idee, le migliori delle quali mi impegno a sottoporre alle specifiche Commissioni della Cassa Forense che si occupano delle relative questioni.

Partecipa anche tu!

Un grande uomo come Albert Einstein diceva che “Non puoi pretendere che le cose cambino, se continui a fare le stesse cose”.

Ed io, nel mio piccolo, aggiungo: tantissimi sono sempre pronti a criticare, alcuni sanno dare solo dei consigli, quasi nessuno agisce veramente