Covid 19 fase 2 ovvero l’incertezza.

Covid 19 fase 2 ovvero l’incertezza.

 

Il protocollo del Tribunale di Roma del 20.04.2020 Prot. n. 5274 per la cosiddetta fase 2 contiene criticità segnatamente in materia penale circa le modalità di comunicazione ai difensori dei calendari delle udienze da trattarsi nel periodo 12 maggio-30 giugno 2020 e dei rinvii dei processi che non abbiano la caratteristica dell’urgenza e della indifferibilità.

In merito alle prime, il Protocollo prevede che la comunicazione dei calendari ai difensori avvenga all’indirizzo di posta elettronica del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma (ruoloudienzapenale@ordineavvocatiroma.org) e non già all’indirizzo di posta elettronica del Professionista.

E ciò in aperta violazione dell’art. . 83 commi 13 e 14 D.L. 18/2020.

Non è ammissibile che una tale violazione venga commessa dalla figura apicale del Tribunale nel più assordante silenzio dell’Avvocatura.

Il Tribunale di Civitavecchia, per converso, correttamente nel proprio protocollo ha previsto, in relazione ai processi che -pur rientrando tra quelli che astrattamente dovrebbero trattarsi giusta i criteri predeterminati  in concreto- non verranno celebrati per rispettare il limite massimo di dieci processi per udienza, sia onere del Giudice comunicare tempestivamente, e comunque non oltre due giorni prima rispetto alla data di celebrazione dell’udienza, il differimento stabilendo altresì che la comunicazione avvenga ai sensi dell’art. 83 comma 13 del decreto legge n. 18/2020, con invio alle parti a mezzo pec indirizzata al difensore di fiducia, e, negli altri casi, secondo le regole generali in materia di notificazione (Cfr. protocollo Tribunale di Civitavecchia 30.04.2020 pp. 13,14,15,16).

In ogni caso il protocollo da ultimo richiamato dispone che l’elenco dei processi da trattare in udienza venga trasmesso nel termine massimo di 4 giorni prima dell’udienza stessa al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati e alla Segreteria della Presidenza del Tribunale anche per l’eventuale pubblicazione sui siti web e alla Procura della Repubblica di Civitavecchia.

E’ evidente che la trasmissione dell’elenco dei processi da trattare agli Organismi citati non sostituisca la comunicazione ai difensori a mezzo pec all’indirizzo di posta elettronica, costituendo semplicemente uno strumento aggiuntivo di conoscenza dei calendari di udienza.

Circa il rinvio dei processi non urgenti individuati per esclusione al punto 4) della lettera I Allegato 1, il protocollo non dispone in maniera chiara ed univoca sulle modalità di comunicazione limitandosi a prevedere che i provvedimenti di differimento “… soprattutto dei procedimenti nei confronti di imputati detenuti o sottoposti a misura cautelare, sono adottati tempestivamente -preferibilmente con provvedimento fuori udienza o con le diverse modalità che riterranno i Presidenti di sezione …” (Cfr. pag. 15 Protocollo citato).

Protocolli di altri tribunali della Repubblica, tra cui il summenzionato protocollo del Tribunale di Civitavecchia ed il protocollo del Tribunale di Napoli Nord, hanno più semplicemente e senz’altro meglio disposto che la comunicazione dovrà avvenire con provvedimento di rinvio d’ufficio fuori udienza, che è notoriamente comunicato alle parti a mezzo pec.

La disposizione del protocollo in esame contiene il richiamo anche a modalità non conosciute (“le diverse modalità che riterranno i Presidenti di sezione”)  senza indicazione dei mezzi per conoscerle.

Con l’ovvia conseguenza che il lavoro dei difensori sarà gravato altresì dalle attività necessarie per informarsi sulla data di rinvio, con l’ulteriore conseguenza che il principio ispiratore del protocollo e che permea diffusamente lo stesso, ovvero la necessità di evitare assembramenti nelle cancellerie, verrà del tutto svilito.

Ancora. L’intero protocollo contiene continui richiami alle necessità del personale amministrativo, senz’altro degne del massimo rispetto.

A titolo di esempio non esaustivo si veda il passo contenuto al punto 2) lettera I pag.13 Allegato 1) allorché si legge: “… e sempre in numero che tenga conto della necessità di evitare la contemporanea presenza in aula o fuori dall’aula di più persone e di contenere le presenze in ufficio del personale amministrativo …” . Ancora. Al punto 5 lettera I pag.16 Allegato 1) “nell’ambito delle attività di cui al p.3), i presidenti di sezione coordinano la predisposizione del calendario delle udienze … in modo da evitare la contemporanea presenza in aula o fuori dall’aula di più persone e di contenere le presenze in ufficio del personale amministrativo.”

Nessuna considerazione viene svolta in merito alla necessità di tutelare e non aggravare l’attività dei difensori a tacer della grave violazione di legge sopra richiamata.

Sommessamente si ritiene che ancora una volta gli Avvocati vengano trattati come la cenerentola della situazione con atti che sprigionano arroganza e scarsa considerazione per chi come noi svolge un servizio a tutela dei diritti delle persone.

Dobbiamo tutti insieme vigilare perché ciò non accada e tutti insieme dobbiamo agire per la rimozione delle condotte illegittime.